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Principali conclusioni
- 1. L’Argos Index® ha continuato la tendenza al ribasso, raggiungendo l’8,3x l’EBITDA, il livello più basso dal 2014
- 2. L’Argos Index® è trainato verso il basso dal calo dei multipli delle transazioni più grandi e dai fondi di investimento
- 3. La quota di operazioni con un prezzo inferiore a 7,0x l’EBITDA si è stabilizzata a un livello elevato del 27%, e quelle con un prezzo superiore a 15x sono scese a un minimo storico del 7%, sottolineando la persistente pressione al ribasso sui prezzi.
- 4. L’attività di M&A nel segmento mid-market ha subito un’accelerazione verso la fine dell’anno, supportata da valutazioni più basse e da un migliore allineamento tra le aspettative di prezzo di acquirenti e venditori
- 5. La rinnovata attività sui prezzi più bassi caratterizza solitamente un fondo di mercato
L’Argos Index® continua la tendenza al ribasso
a 8,3x l’EBITDA, tornando al livello del 2014
L’Argos Index® è diminuito di un ulteriore 4,6% nel quarto trimestre del 2025, attestandosi all’8,3x l’EBITDA, dall’8,7x nel terzo trimestre, raggiungendo il livello più basso dal primo semestre del 2014. Questo calo è stato determinato principalmente da una forte correzione nella fascia alta del mercato, dove i multipli sono diminuiti del 22%, mentre le valutazioni nella fascia bassa del mercato si sono stabilizzate.
La pressione al ribasso sui prezzi è rimasta pronunciata. La quota di transazioni con un prezzo inferiore a 7,0x l’EBITDA si è mantenuta a un livello record del 27%, mentre le operazioni con un prezzo superiore a 15x l’EBITDA hanno rappresentato un minimo storico del 7% del campione, sostanzialmente invariato rispetto al trimestre precedente. Ciò conferma un contesto di prezzi strutturalmente più cauto, con una propensione limitata per le transazioni multiple elevate.
I prezzi sono rimasti vincolati dal contesto macro-finanziario. L’aumento dei tassi di interesse a lungo termine(1) compensa l’impatto dei tagli dei tassi di interesse della BCE(2), con premi a termine elevati che riflettono le crescenti preoccupazioni sulla stabilità finanziaria. I livelli record di debito sovrano, le crescenti tensioni geopolitiche e l’incertezza derivanti dalle politiche imprevedibili di Donald Trump, tra cui la pressione sull’indipendenza della Fed e le sue implicazioni per il dollaro, hanno continuato a pesare sulla fiducia degli investitori e sulle ipotesi di valutazione.
Nonostante il contesto difficile, l’attività di M&A nel segmento mid-market ha registrato una ripresa significativa nel secondo semestre del 2025, con volumi di operazioni in aumento del 30% rispetto al primo semestre e dell’8% su base annua. Questa ripresa è stata sostenuta da fondamentali della zona euro più forte del previsto: un’inflazione controllata, dal miglioramento della crescita economica e degli utili societari, nonché dalla resilienza della regione di fronte alle politiche commerciali aggressive degli Stati Uniti. Inoltre, i fornitori hanno progressivamente adeguato le aspettative sui prezzi alla nuova realtà del mercato, contribuendo a sbloccare le transazioni in stallo e a sostenere il flusso degli accordi.
(1) I rendimenti obbligazionari UE a 10 anni, calcolati dalla BCE, sono aumentati di 6 punti base nel quarto trimestre (dal 3,15% al 3,21%)
(2) La BCE ha tagliato i tassi di interesse di oltre 2 punti percentuali in 18 mesi (dal 4,25% al 2,15
Argos Index® mid-market
Multiplo mediano EV/EBITDA su 6 mesi mobili
Fonte : Argos Index®-Mid-Market / Epsilon Research
Argos Index® trainato verso il basso dai fondi di investimento
I multipli pagati dai fondi di investimento sono diminuiti ulteriormente, attestandosi a 8,7% l’EBITDA nel quarto trimestre, riflettendo la continua pressione al ribasso poiché i creditori e gli acquirenti sono rimasti cauti sui livelli di leva finanziaria in mezzo alla continua incertezza macroeconomica. Tuttavia, i volumi LBO di mid-market hanno registrato un forte rimbalzo nel secondo semestre (+30%), in linea con l’andamento complessivo del mercato M&A. La costante disponibilità di finanziamenti ha supportato le pipeline LBO fino alla fine dell’anno, mentre i divari di valutazione tra acquirenti e venditori si sono ridotti con il continuo ribasso dei prezzi.
Nel 2025, la raccolta di fondi di private equity in Europa è diminuita su base annua(1), riflettendo un contesto di uscita difficile per i portafogli legacy. Mentre i fondi di PE si sono rivolti sempre più a soluzioni di liquidità alternative, come ricapitalizzazioni dei dividendi, finanziamenti NAV, vendite di quote di minoranza o veicoli di continuazione, l’attività di uscita dal mercato medio ha ripreso slancio nel secondo semestre, con volumi in aumento del 36%.
I multipli pagati dagli acquirenti strategici si sono stabilizzati a un basso EBITDA pari a 7,7x nel quarto trimestre. Sebbene il flusso complessivo degli accordi si sia gradualmente ripreso, questi si sono adattati alle attuali difficoltà macroeconomiche e geopolitiche. La loro attività si è concentrata sempre più su acquisizioni mirate e redditizie, in particolare nei settori della tecnologia, del digitale, dei servizi aziendali e di altri settori resilienti, eseguite a multipli inferiori, con una quota record di transazioni con un prezzo inferiore a 7,0x l’EBITDA. Allo stesso tempo, il rally sostenuto dei mercati azionari pubblici dall’inizio del 2025(2) ha continuato a sostenere le transazioni strategiche di alto livello, poiché le aziende rimodellano i loro portafogli attraverso cessioni e vendite di asset strategici.
(1) La raccolta di fondi di private equity europei è diminuita del 45% nel 2025, passando da 146,7 a 80,8 miliardi di euro (fonte: Pitchbook), sebbene la liquidità disponibile per gli sponsor di private equity fosse ancora elevata pari a 434,8 miliardi di euro (Fonte: CapitalIQ)
(2) L’indice EURO STOXX TMI Small è aumentato del 3,7% nel quarto trimestre e del 22,8% dal 1° gennaio 2025
Valore dell’impresa / EBITDA storico
Fonte : Argos Index® Mid-market / Epsilon Research
Minimi record di transazioni superiori a 15x l’EBITDA
Nel quarto trimestre del 2025, le transazioni agli estremi hanno rappresentato il 34% dell’indice, in linea con l’ultimo trimestre, riflettendo un minimo storico di operazioni >15x insieme a una percentuale più elevata di transazioni di fascia bassa con un prezzo inferiore a 7,0x l’EBITDA.
Share of transactions at extreme multiples (15x EBITDA)
Fonte : Argos Index© mid-market / Epsilon Research
Quota delle transazioni con multipli superiori a 15x l’EBITDA campione dell’Argos Index®
Le transazioni con un prezzo inferiore a 7,0x l’EBITDA rappresentano il 27% del campione, evidenziando una persistente pressione al ribasso sulle valutazioni.
Quota delle transazioni con multipli inferiori a 7x l’EBITDA e superiori a 15x l’EBITDA campione dell’Argos Index®
L’attività di M&A nel mid-market ha subito un’accelerazione a fine anno
L’attività di M&A nel segmento mid-market dell’area dell’euro ha mostrato un netto miglioramento nel secondo semestre del 2025, con un aumento del volume delle operazioni del 30% rispetto al primo semestre e un numero stimato di transazioni superiore a 500, il livello più alto dal secondo semestre del 2018. Per l’intero anno, il volume delle operazioni è aumentato dell’8% rispetto al 2024, sostenuto da prezzi di transazione più bassi e da un graduale miglioramento del sentimento del mercato.
Il mercato delle operazioni di M&A nell’area dell’euro ha beneficiato di fondamentali più solidi: una crescita economica migliore del previsto(1), una inflazione in calo e un ambiente monetario più accomodante che ha sostenuto le condizioni di finanziamento. La regione ha dimostrato resilienza di fronte alle politiche commerciali aggressive e all’avventurosa politica estera di Donald Trump.
Tuttavia, la ripresa della zona euro è rimasta indietro rispetto al mercato globale delle fusioni e acquisizioni, dove il valore complessivo delle operazioni è aumentato del 48% nel 2025(2). Il rischio geopolitico, i prezzi elevati dell’energia e l’insolita situazione politica della Francia continuano a pesare sull’attività. Nel secondo semestre, la crescita del volume di M&A nel segmento mid-market è stata inferiore in Francia (+8%) rispetto ad altri mercati della zona euro: Germania (+25%), Italia (+43%), Spagna- Portogallo (+42%) e altri paesi della zona euro (+71%).
(1) Nel 2025, il PIL è aumentato dell’1,5% nell’area euro (rispetto al +1,3% previsto dalla Commissione europea) e dello 0,3% nel quarto trimestre.
(2) L’attività di M&A è cresciuta del 48% a 4,58 trilioni di dollari secondo LSEG, in Les Echos, 05.01.2026
Attività mid-market dell’Eurozona (15-500 milioni di euro) in volume (n. di operazioni) e valore
Fonte : Argos Index© mid-market / Epsilon Research
Attività mid-market dell’Eurozona (15-500 milioni di euro) in volume (n. di operazioni) e valore
La crescita dell’attività dei fondi di investimento è stata in linea con il più ampio mercato M&A. La relativa quota(1) di M&A nel segmento mid-market nel secondo semestre è rimasta stabile al 15% nel numero di operazioni, una quota di mercato molto stabile dal 2022.
(1) Non include le aggregazioni
Quota di LBO nell’attività M&A del segmento mid-market nell’area euro